Buono Obiettivo 65

   

Come già scritto in precedenza parlando delle obbligazioni,  la ricerca di strumenti a reddito fisso per investire i propri risparmi, diventa sempre più difficile e oltremodo penalizzante.

In questo quadro anche Poste Italiane, leader di mercato nelle soluzioni a tasso fisso con lunghe durate, ha difficoltà a trovare strumenti appetibili per gli orfani dei vecchi Buoni Fruttiferi ventennali e dei Buoni decennali agganciati all’inflazione.

Come sempre avviene in questi casi, è necessario utilizzare un po’ di fantasia o di Marketing, mettetela come più vi piace, per presentare al meglio qualcosa che in altro formato, difficilmente avrebbe successo.

Per questo motivo, da qualche settimana Poste Italiane ha aggiunto una nuova tipologia di Buono Fruttifero a quelli già in distribuzione: Buono fruttifero Obiettivo 65.

Vediamo in breve di cosa si tratta:

Come gli altri buoni distribuiti, anche questo è emesso da Cassa Depositi e Prestiti con la garanzia dello stato Italiano, qui trovate il foglio informativo.

Può essere emesso in forma cartacea o dematerializzata, in quest’ultimo caso è possibile anche la sottoscrizione online.

La vita del buono si divide in due fasi:

  • accumulazione, fino al compimento del 65° anno di età del sottoscrittore,
  • rendita, dal 65° anno all’80°;

È possibile sottoscrivere il Buono dal 18° anno di età al compimento del 55°.

È sempre possibile ritirare anticipatamente la somma investita, fino al 3° anno senza remunerazione alcuna, in seguito ottenendo remunerazioni crescenti nel tempo che comunque non andranno oltre lo 0,75% lordo per chi lo ha detenuto per ben 46,5 anni!

La tassazione è, come di consueto, al 12,5%.

Al momento del rimborso verrà applicata l’imposta di bollo, attualmente pari allo 0,20% annuo.

Al fine di evitare che l’imposta di bollo possa erodere il valore iniziale, è previsto che qualora gli interessi maturati non coprano questa imposta, verrà restituito il valore inizialmente versato.

Al termine della fase di accumulo il capitale sarà rivalutato con il valore più alto ottenuto tramite i due seguenti metodi:

  • capitalizzazione semestrale in base ai tassi di interesse previsti, che vanno dall’ 1,00% all’1,30% lordo, in base alla durata della fase di accumulo; Tab B.
  • Capitalizzazione tramite applicazione dell’inflazione italiana di periodo, calcolata dall’ Istat con l’indice Foi.

Quest’ultimo caso, è a mio avviso, l’unico elemento di interesse del buono fruttifero, che è l’unico erede dei buoni fruttiferi legati all’inflazione emessi dal 2006 al 2019.

Al termine della fase di capitalizzazione, il capitale verrà trasformato al rendimento prefissato previsto dalla tab D, in una rendita mensile della durata di 15 anni.

Il rendimento previsto per la fase di rendita, sembrerebbe ad oggi appetibile, soprattutto per chi sottoscrive il prodotto in un’età tra i 50 e i 55 anni, a questi spetterebbe un rendimento lordo del 2,25%

Diverso il discorso per chi avesse optato per la sottoscrizione nel range di età 18 – 21 anni, perché avrebbe un rendimento lordo del 2,55% ma dovrebbe aspettare almeno 44 anni per poterlo sfruttare.

La caratteristica saliente di questo prodotto è abbinare una fase di capitalizzazione, con protezione dall’inflazione, ad un rimborso rateale, con metodo di calcolo simile a quello dei mutui a rata costante, con tasso fisso prefissato.

Le condizioni migliori per l’investitore si avrebbero nel caso di inflazione media, nel periodo di accumulo, superiore al tasso prefissato e bassa inflazione accompagnata da tassi fissi minori di quelli oggi previsti, per la fase di rendita.

Ci tengo ad evidenziare, oltre a rendimenti a mio avviso modesti per durate di accumulo superiori ai 20-25 anni, il forte impatto che l’imposta di bollo avrebbe nel caso di rimborso anticipato.

Un sottoscrittore che riscattasse il buono dopo un periodo di 10 anni (prima della fase di rendita), avrebbe un capitale rimborsato di ca 10.021 € al netto dell’imposta di bollo, portando a casa un rendimento di appena lo 0,02% annuo.

L’impatto dell’imposta di bollo sarebbe sempre estremamente penalizzante, anche per chi manterrà fino a scadenza il prodotto, ottenendo la rendita per 180 mesi.

In questo caso, maggiore sarà la durata complessiva della fase di accumulo, maggiore sarà l’impatto finale, infatti il bollo verrà pagato sul capitale anno per anno rimborsato, ma considerando la somma delle due fasi, accumulo e rendita, alcuni esempi:

Sottoscrittore di anni 54 Sottoscrittore di anni 44 Sottoscrittore di anni 18
bollo 1° anno rendita (0,20*11) bollo 1° anno (0,20*21) bollo 1° anno (0,20*47)
bollo ultimo anno  (0,20* 26) bollo  (0,20*36) bollo  (0,20*62)

 

Giusto rimarcare che l’imposta di bollo sarebbe la stessa di altri prodotti di investimento ma in questo caso produrrebbe effetti molto importanti sulla rendita e, possiamo dire, sulle aspettative dei beneficiari.

6 pensieri su “Buono Obiettivo 65

  1. Ho sottoscritto il buono ma vorrei sapere se si possono aggiungere dei soldi e se posso farlo,vorrei sapere la procedura.
    Grazie!

  2. Non capisco il calcolo fatto sull imposta di bollo
    Esempio del 44enne 0,20*21 ok ,ma cosa sarebbe bollo ultimo anno 0,30*36??

    • Buongiorno, innanzitutto mi scuso per il ritardo della risposta, le regole riguardanti l’imposta di bollo nei buoni fruttiferi sono: imposta si paga sul valore nominale dei buoni, viene accantonata anno per anno e addebitata al rimborso. Pertanto per un 44enne che chiede il rimborso al 65° anno l’imposta di bollo sarà: Valore nominale x 0.20 x 21; mentre se il sottoscrittore opterà per la rendita l’imposta sarà: Capitale rimborsato all’80° anno x 0.20 x 36, Tabella C del prospetto informativo.

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