Aziende

foto ponte

 

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse:
Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che mi importa.
Polo risponde:
Senza pietre non c’è arco.

Italo Calvino

dal libro “Le città invisibili” di Italo Calvino

 

 

Una proposta di Claudio Voltolini e Franco Corelli

 

 

PROGETTO PER IL SUPERAMENTO DELLA DIFFICOLTA’ NELL’EROGAZIONE DEL CREDITO E DELLA COMUNICAZIONE BANCA-IMPRESA.

Il presente trae spunto dalla fase di stallo che vive ormai da diversi mesi il settore del credito ed il conseguente inceppamento della naturale fase di concessione del credito riferito al panorama aziendale marchigiano.

premesso che:

l’accordo di Basilea è un trattato che sancisce le regole con cui gli istituti di credito devono calcolare il loro capitale regolamentare, definendo anche quali sono le nuove modalità di valutazione della clientela, al fine di garantire la stabilità del sistema bancario stesso;

le nuove modalità di valutazione hanno introdotto un sistema di regole per il calcolo del rischio di impresa delle aziende che fanno richiesta di accesso al credito che si basano sul sistema del rating.

Il rating esprime un voto sulla qualità/rischiosità del cliente. La concessione ed il costo del credito, quindi, dipende dal punteggio assegnato;

la modalità di calcolo del rating, basato su 3 gruppi di dati, bilanci, banche dati (crif-centrale  rischi, catasto) andamentali (informazioni della banca su utilizzo fidi, pagamenti, insoluti), sta generando notevoli difficoltà nella concessione degli affidamenti con conseguenti alti costi quando si ha esito positivo; si verifica quindi la necessità, pur partendo dalla bontà del principio connesso al merito creditizio.

Il rating non dà nessun punteggio valore alla validità del progetto imprenditoriale;

sul territorio si è assistito all’acuirsi della crisi che ha investito il sistema produttivo locale, colpendo particolarmente le piccole e medie imprese, con un progressivo indebolimento della dinamica del credito e un calo dei finanziamenti che ha riguardato soprattutto le componenti a breve e a medio termine;

le imprese hanno troppe volte subito le controparti (mercato banche clienti istituzioni) ed hanno smesso di chiedersi le ragioni delle loro difficoltà;

le difficoltà del mercato interno, la necessità di ricambio generazionale, l’urgenza di scelte strategiche che favoriscano la ricapitalizzazione diventano in questo contesto le sfide da superare.

 

Le difficoltà che tutti stiamo incontrando sono superabili?
La mia azienda (intesa in senso lato con il contributo di consulenti fornitori e banche) potrebbe individuare un nuovo percorso per uscire da questa situazione?

Troppe volte ci troviamo a confrontarci con imprenditori scoraggiati, timorosi, rassegnati al destino che il “mercato” vorrà loro riservare.

Abbiamo la fortuna di vivere in Italia, paese dalle grandi potenzialità, ancora ricco ma, a nostro avviso, troppo presto arresosi alle difficoltà.

 

Un ponte per …

Ha l’ambizione di trovare una via d’uscita virtuosa, di certo non una bacchetta magica, ma un percorso di lavoro condiviso che metta al centro l’attività d’impresa, ne valuti potenzialità e criticità e proponga un progetto, condiviso da tutti gli attori in gioco (impresa, banche, consorzi fidi) per la definizione di un business plan di rilancio.
Il nostro ruolo non sarà quello di fornire certezze sui risultati bensì quello di supportare l’imprenditore nel percorso e di relazionare le altre parti in causa sullo stato di attuazione del programma.

 

Mettere al centro del progetto l’attività d’impresa significa sfruttare al massimo le capacità di creatività, laboriosità, intuito dell’imprenditore e coadiuvarlo nelle scelte strategiche che ne favoriranno la crescita e la redditività.

Per tutti gli altri attori in campo, beneficiari allo stesso tempo del progetto, significa valutare gli affidamenti sulla base di valutazioni esterne, per loro natura meno partigiane ed essere coadiuvati nel monitoraggio dell’attività con controlli più incisivi, tempestivi e soprattutto condivisi.

 

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